Trapianto capelli

TRAPIANTO DI CAPELLI

La calvizie maschile è il diradamento dei capelli che si manifesta a causa di fattori genetici-ereditari, ormonali e momentanei. In quasi tutti gli uomini predisposti, l´arretramento della linea frontale e temporale comincia già durante l´adolescenza. E’ stato osservato che la caduta dei capelli è più precoce e grave se in famiglia esistono componenti che ne sono affetti.

Alla base della cosiddetta “alopecia androgenetica” vi è un ormone direttamente coinvolto, il diidrotestosterone (DHT), principale responsabile della progressiva miniaturizzazione del capello che ad ogni ciclo di crescita (anagen) regredisce. Ciò è confermato anche dall´efficacia del farmaco finasteride il quale, riducendo i livelli del DHT, risulta idoneo nel trattamento del diradamento dei capelli.

Decorso ed evoluzione della calvizie

La “caduta dei capelli” inizia in modo lento ma progressivo e raggiunge vari livelli prima di stabilizzarsi. Tanto più ampio e profondo è l’arretramento della linea frontale, tanto più ampio e profondo è il livello della calvizie. Da questo processo viene quasi sempre risparmiata una corona di capelli posteriore e laterale (a livello di nuca e regioni temporali), dove i follicoli sono meno vulnerabili all’azione del DHT. E´ proprio da queste regioni che vengono prelevate le unità bulbari per essere utilizzate nel trapianto di capelli. La vita di un bulbo trapiantato segue infatti la stessa sorte dei capelli dell’area da cui viene prelevato. Il ricorso ad una terapia farmacologica prescritta dal proprio tricologo o dermatologo può bloccare o rallentare il decorso della calvizie. Vediamo di seguito quando invece si può ricorrere al trapianto di capelli e quali sono le tecniche.

L’autotrapianto di capelli (tecnica FUE)

L’autotrapianto di capelli mira a rinfoltire le aree del cuoio capelluto diradate o completamente prive di capelli. Oggi le procedure di prelievo alla base dell´autotrapianto di capelli sono principalmente due:

• escissione di una losanga occipitale di cuoio capelluto, strip-extraction con successiva dissezione stereomicroscopica delle unità bulbari;

• prelievo diretto delle singole unità bulbari mediante metodica FUE (Follicular Unit Extraction).

Entrambe si basano sul prelievo delle unità follicolari dalla parte posteriore o laterale dello scalpo. La tecnica più diffusa oggi è l´escissione di una losanga di cute lunga circa 15-25cm e larga 1cm e ben nascosta dalla capigliatura della regione occipitale. Il lembo cutaneo trattato viene successivamente sezionato con l´ausilio di un microscopio in unità follicolari (contenenti ciascuna da 1 a 6 capelli) da reimpiantare nelle zone calve o diradate.

FUE, Follicular Unit Extraction

L’attuale e poco invasiva tecnica FUE consente di estrarre le unità follicolari direttamente dall´area donatrice. L´autotrapianto consiste nel prelievo di singole unità follicolari dalla nuca mediante l’utilizzo di un micro-punch circolare (piccolissimi bisturi circolari). I vantaggi di questo metodo sono innumerevoli: assenza pressoché totale di cicatrici visibili, assenza di dolore post operatorio, assenza di punti di sutura, contenimento dell´edema post operatorio con un recupero più rapido ed un più veloce ritorno alle attività sociali. Il risultato è estremamente naturale con altissima percentuale di sopravvivenza dei follicoli trapiantati.

Quando è indicata la tecnica FUE

La tecnica FUE viene consigliata a quei pazienti che non desiderano ricorrere alla tecnica classica che prevede un´ampia cicatrice retronucale. Ed ancora, il chirurgo la pratica se riscontra un’area donatrice poco folta per cui non c´è l´indicazione ad un intervento di strip chirurgico. Spesso viene consigliata a quei pazienti che hanno un diradamento limitato o che desiderino rinfoltire la linea frontale o la zona del vertex.

Possono sottoporsi all´autotrapianto pazienti che abbiano già compiuto 25 anni, età in cui la calvizie tende a stabilizzarsi. Il chirurgo inoltre deve valutare l’estensione della calvizie e se ha raggiunto il sesto o il settimo grado della “scala di Norwood”. In questo caso non si può procedere con l’autotrapianto poiché i follicoli da prelevare sarebbero troppi e insufficienti a coprire l’area interessata.

La tecnica FUE dà ottimi risultati anche nel trattamento di aree limitate come barba, baffi o sopracciglia. In più di un’occasione questa tecnica viene usata per attenuare cicatrici residuate da un autotrapianto con strip chirurgico, intervento di lifting del viso, esiti cicatriziali da traumi o interventi neurochirurgici.

Preparazione

Il trapianto di capelli, sebbene effettuato in anestesia locale, resta comunque un intervento chirurgico che necessita di una serie di accertamenti diagnostici. Nei giorni immediatamente precedenti l’intervento, il paziente deve lavare il cuoio capelluto con un particolare shampoo e radere i capelli dell´area donatrice ad una lunghezza di 1-1,5mm.

Come avviene l’intervento

L’autotrapianto dei capelli deve essere praticato in una struttura attrezzata e qualificata, in grado di garantire la costante presenza dell’anestesista durante tutte le fasi dell´intervento. Si effettua in anestesia locale, cioè mediante infiltrazione di soluzione anestetica direttamente nel cuoio capelluto. Ogni paziente ha un diradamento o una calvizie diversa ed ha una diversa area donatrice. Ne deriva che ogni intervento è una storia a sé. In genere una durata media oscilla tra le quattro e le sei ore. Nei giorni successivi all’intervento si può notare un leggero gonfiore e arrossamento destinati a scomparire nel giro di quindici giorni. L’insorgere di piccole “crosticine” nella zona di incisione si dissolve abitualmente in una settimana. Generalmente il numero di impianti follicolari che attecchiscono varia dal 70% al 95% di quelli prelevati. Intorno alla terza settimana post intervento il paziente inizia a notare la caduta dei capelli trapiantati. E’ un fenomeno del tutto normale dovuto alla “fase telogenica” nella quale tutti i capelli trattati incorrono dopo ogni intervento di trapianto. Con il trascorrere del tempo il paziente comincia a notare alcuni nuovi capelli nelle varie aree interessate. Questo periodo di nuova crescita è variabile e in media dura tre mesi. I nuovi capelli, inizialmente sottili e fini, si ispessiscono e fra il quinto e il sesto mese post-operatorio si può notare una ricrescita consistente. E’ intorno al decimo mese che il paziente inizia a percepire una grande differenza rispetto al pre-intervento, poiché la densità aumenta e la crescita dei capelli è sensibilmente visibile. In genere, occorre circa un anno dall’ intervento per constatare il risultato finale. Tuttavia dei miglioramenti si potrebbero verificare anche ben oltre dodici mesi dalla data dell’operazione, in quanto i capelli continueranno a crescere per tutto l´arco della vita e potranno essere tagliati e modellati in tutti i modi desiderati.

Particolari avvertenze

In nessun caso con l’autotrapianto si può ottenere una consistenza di capelli identica a quella originaria. Una calvizie con decorso aggressivo potrebbe richiedere il trapianto di ulteriori unità follicolari da eseguire in tempi successivi per mantenere l´efficacia del risultato.